equivalent xi. ne hanno parlato…

coverSu “13” anche l’album “bianco” di Gianluca Favaron “Equivalent XI”, sequenza di field recording processati in ritmi indolenti, evanescenti fruscii e crepitii dell’albero magnetico, sfregamenti materici in cerca d’autore, il tutto molto scarnificato e diligente (e anche un po’ misterioso). Variazioni per microfoni, oggettini ed elettronica, masterizzate da Giuseppe Ielasi. [Vittore Baroni\fb]

“Equivalent XI” di GIANLUCA è un lavoro di music concrete aggiornata ai nostri giorni dotato di spiccato gusto minimale. Piccoli rumori e manipolazioni d’oggetti vengono selezionati e trattati per poi essere assemblati digitalmente in brevi sequenze che formano tracce di brulicante microscopia sonora. “Solfege De L’Objet Sonore” avrebbe detto il maestro Pierre Schaeffer. [Gianluca Becuzzi\fb]

Come in molti altri suoi CD, in solo o collaborativi e sotto diverse sigle, ancora una volta in questo “Equivalent XI” Gianluca Favaron affronta la “materia” rumore.
E anche stavolta non parliamo di “rumore” pesante e “industriale”, ma dei suoi piuttosto “consueti”, e noti per chi segue l’artista, collages elettroacustici piuttosto minimali, costruiti per lo più con brevi frammenti sonori in vario modo assemblati e stratificati.
Nonostante le analogia con alcune produzioni passate, c’è da dire però che in questo caso specifico Favaron ha “attinto” prevalentemente a frammenti di origine acustica, rumori concreti, spesso messi in ciclo e accoppiati tra loro occupando spazio opposto nel panorama stereofonico, ricreando con pochi suoni elementari, ma con grande efficacia, l’effetto di improbabili architetture meccaniche in movimento, ed evocando l’immagine di più piccole macchine, indefinite strutture e ingranaggi immaginari dal moto ipnotico, circolare e ossessivo.
In alcune tracce il moto meccanico si dissolve in più astratti, “pacati” e decomposti “dialoghi” tra suoni e rumori di medesima origine ma diversamente elaborati.
Undici tracce e breve durata, poco superiore ai 30 minuti, per questo singolare, un po’ “inquietante” e davvero “enigmatico” lavoro di Gianluca Favaron, “audacemente” rilasciato dalla label “13”, una “derivata” della più nota “Silentes” di Stefano Gentile. [Giuseppe Verticchio\oltreilsuono]

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