nearly invisible – sherwood

sps1510_deison_favaronGente che riesce a vivere sul confine della percezione esiste, si che esiste. Sono degli esseri viventi con l’attitudine all’ubiquità e una notevole capacità intuitiva. Vivono sul margine indefinito tra i due mondi: quello sonico che imprigiona le scie sonore e scansiona anche la minima alterazione uditiva e quello della realtà palpabile, con i suoi oggetti, rumori, spostamenti, respiri che appartengono ad un mondo per molti amorfo, immobile, in realtà colmo di brulicante alterazione percettiva.

I DeisonFavaroniani rappresentano un esempio fulgido di quanto detto in precedenza; viandanti instancabili, varcano continuamente i due confini cercando di coniugare linguaggi diversi in un’unica unità espressiva di non facile comprensione ma ricca di contenuti e spunti riflessivi.
Cristiano Deison e Gianluca Favaron scelgono le pagine di una delle più interessanti riviste di divulgazione sonora, la Silentes di Stefano Gentile, per illustrare il risultato della loro ricerca, racchiudendola in un cd che si può inserire tra i più interessanti contenitori di reale sperimentazione usciti quest’anno. “Nearly Invisible”: quasi invisibile è il loro modus operandi in un mondo altrettanto impercettibile ma di forte impatto sonoro, pur nel minimalismo espressivo che lo contraddistingue.
Da ascoltatore più legato al ‘sentire passionale’, lontano dalla fredda lucidità del tecnico del suono e delle sue macchine, mi ritrovo spettatore dinnanzi una performance artistica colma di pathos e silenziosa oscurità nella quale si celano quelle famose ‘macchine’ che permettono la fusione dei linguaggi attraverso l’uso sapiente di oggetti quali nastri magnetici, sintetizzatori, microfoni che captano i rumori e li trasformano in altro, donando voce e vita ad un mondo ignoto, la rappresentazione artistica di un possibile futuro macchiato di ineluttabile fine, come scrive Sandra Tonizzo nel suo breve racconto accluso al bel booklet fotografico curato da Gentile stesso. O forse è il lento ed impercettibile respiro sintetico della realtà che ci circonda e si appoggia sulla nostra lingua come pulviscolo metallico quasi invisibile. [Mirco Salavadori]

Advertisements