zolfo – ondarock

76f6cf36-93f7-4e26-a78e-31b2dc0f9934“Zolfo” è l’esordio di un inedito duo formato da Gianluca Favaron e Anacleto Vitolo, musicisti già attivi con nomi diversi nella nuova scena elettronica sperimentale italiana. Elemento fondamentale di questa ottima collaborazione è la continua duplicità: sono duplici gli aspetti dell’elemento zolfo, benefici se usato terapeuticamente o addirittura rievocanti spiriti satanici nella tradizione letteraria; duplice è la presenza di due musicisti fondamentalmente differenti tra loro, il primo più vicino alla sperimentazione “concreta”, il secondo più affine al versante elettronico; due sono le etichette che lo producono, la Manyfeetunder e la Silentes – specializzata in elettronica la prima e nella musica industrial la seconda.  

La musica di “Zolfo” è invece molto più che duplice, tanto ricca di dettagli sonori da far conciliare esperienze provenienti dalle più varie e ardite ricerche musicali del ‘900. Se i riferimenti alla musique concrète francese sono dispersi un po’ ovunque, non mancano collegamenti con più moderni scenari industrial, con atmosferici acquerelli oscuri, talvolta tanto bui da risultare impenetrabili (“Discorso 12”, “Oblivion”).

Le abrasioni noise di “Starting Point” preannunciano i crescendo impetuosi della title track, persino intimorente nel suo formare, minuto dopo minuto, un muro sonoro invalicabile. “Infrasound” fa convivere industrial e dark-ambient, fino a un finale acustico con una sola nota ripetuta, spazzata da venti elettronici, che ricorda l’esoterismo dei Coil.
Uno dei momenti più alti è “Reflection”, sorta di sinfonia di musica concreta, glitch ed elettronica di grande potenza espressiva. Ma il meglio giunge nel finale (“Oblivion”) che dilata spazio e tempo per ricreare oscuri paesaggi cosmici abitati da primordiali forme di vita. Musica dell’oblio, musica che scompare rarefacendosi come fosse flebile materia.

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