blank spaces – darkroom magazine

La sperimentazione estrema di Gianluca Favaron si confronta con due personaggi letterari chiave del secondo Novecento: Roquentin e Meursault, segnatamente protagonisti de “La Nausea” di Sartre e di “Lo Straniero” di Camus, nonché titoli delle due tracce di questo nastro. Attraverso una decostruzione, frammentazione e concretizzazione tonale, l’autore scava dentro menti avvolte da mistero e morte rivivendone le vicende, filtrate da uno stile unidirezionale in cui il rumore diventa mezzo per interpretare situazioni evitando qualsiasi facile intrattenimento di stampo post-industriale. Favaron guarda tecnicamente ad una anti-music che può ricordare i fratelli Rupenus o il più recente Kommissar Hjuler, collegando però l’audio a temi estremamente circoscritti in un gioco di costante contrasto e frizione. Dal tutto sembrano trapelare echi di mondi esotici sotto la coltre di nichilismo tonale assoluto, teso ad annullare l’uomo-protagonista dei testi così come a fare tabula rasa del concetto di musica, intesa anche nel suo valore prettamente sperimentale. I rumori, ricavati da fonti disparate o trattati ad hoc, vengono organizzati in andamenti ondulatori, para-ritmici, loopati o sedimentati in accumuli; a ciò si affianca un fissaggio rude e diretto che evita le classiche modulazioni su frequenze alte o basse preferendo un’uscita nuda e cruda, quasi che i crepitìi venissero generati sul momento. La macrostruttura prevede impennate collocate all’interno di un impianto sempre teso, fatto di maglie fitte, martellamenti, cariche droniche, esplosioni cacofoniche e passaggi più distensivi. Su tutto regna una logica che da un lato smonta ogni elemento e dall’altro lo ricostruisce in un mosaico nuovo e irreale. È proprio qui forse il punto di massimo contatto coi personaggi ispiratori, vittime di una realtà rovesciata in cui ogni cosa assume forme diverse distanti dal senso comune. Favaron lavora di fino senza scendere a compromessi, consegnando un lavoro di grande qualità formale per quanto destinato ad un pubblico attento, consapevole di ciò che vuole e di ciò che maneggia. Edito solo su nastro nella classica confezione elegante e curata della label svizzera Luce Sia. Limitato a 60 copie.

Michele Viali

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